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ARGOMENTO: Ai tempi del WiMAX
#160
Ai tempi del WiMAX 3 Anni, 7 Mesi fa Karma: 0
Senza fili per 50 chilometri. Una tecnologia per saltare l?ultimo miglio, appena liberata in Italia dal ministro Gentiloni. Ma la partita, per gli interessi dei cittadini, ? appena iniziata
Franco Carlini
Tutto bene allora con il WiMAX? Consensi quasi unanimi ha ricevuto l?annuncio dei ministri della Comunicazione (Gentiloni) e della Difesa (Parisi) che finalmente le frequenze radio intorno ai 3,5 megahertz - finora assegnate ai radar dell?esercito e pochissimo utilizzate - verranno liberate e assegnate agli operatori di telecomunicazione perch? le usino con tecnologia WiMAX. L?Italia era in ritardo rispetto ad altri paesi europei, per non dire della fantastica Corea del sud, nell?adozione di questo nuovo canale di trasmissione e finalmente si ? data una mossa; ci sar? pi? concorrenza, si auspica, e un intero settore industriale, fatto di impianti di trasmissione, di apparati e di contenuti potr? svilupparsi. Posti di lavoro e fatturati. Questo giornale ne ha dato notizia il 29 dicembre scorso, ma qualche informazione ulteriore sar? utile.
WiMAX ? uno standard di trasmissione senza fili concordato a livello internazionale. Tecnicamente la sigla ? Ieee 802.16, che si declina poi in varie lettere alfabetiche. Un consorzio di aziende, il WiMAX Forum, lo promuove e dall?inizio del 2006 ha rilasciato le prime certificazioni di prodotto.
In poche parole ? banda larga senza fili e su area vasta; promette una velocit? di trasmissione assai superiore a quella offerta dalle reti cellulari (oggi al massimo 2 megabit al secondo), dalla aDSL su cavo telefonico (20 mbit/s) e anche delle attuali connessioni in fibra ottica. Si parla di 40 mbit/s, ma forse anche di 70, a seconda dei casi: un?antenna copre un?intera cella di 50 chilometri di raggio e da l? irradia (download) e riceve (upload). L?antenna a sua volta ? collegata alla rete fissa e da l? i segnali viaggiano come al solito, sottoterra e per cavo. I bit possono portare conversazioni telefoniche ma anche pagine web o immagini. Insomma una meraviglia, apparentemente in grado di risolvere due problemi che stanno diventando pesanti: il monopolio di Telecom Italia (TI) sul tratto di fili che arriva nelle case e il divario digitale in quelle zone dove la banda larga di TI non arriva e non arriver?, perch? poco conveniente.
Oggi un operatore telefonico alternativo come Tiscali, Fastweb o Tele2 deve affittare quel cavo da TI, per potersi prendere in carico un abbonato, ma domani potrebbe farne a meno: mette un?antenna WiMAX nel quartiere di Porta Garibaldi a Milano, la collega alla sua rete, o a quella di Telecom, e da l? serve i suoi clienti. Oppure Telecom Italia stessa decide di coprire anche le zone non cablate dell?appennino tosco emiliano e lo fa con poche antenne.
Qualche problema tuttavia c??. Intanto, come nel caso della telefonia cellulare, ogni singola antenna non pu? servire pi? di un certo numero di utenze in contemporanea e se sono troppe la banda davvero disponibile si riduce, fino al limite dell?intasamento. Quindi non ci si illuda di coprire Roma con un?antenna. La soluzione vera sta nel metterne molte, tra di loro collegate, le quali a loro volta potranno dialogare con altre minori, anch?esse in tecnologia senza fili, quella detta WiFi, a raggio d?azione pi? limitato, su singolo appartamento.
Insomma se devo dialogare da lontano con i computer del manifesto, i miei bit viaggiano sulla solita rete di fissa di TI fino all?antenna di via del Corso, da l? si muovono per l?aria fino all?antenna (hotspot) della redazione di via Tomacelli e, sempre nell?aria, fino al computer della segreteria di redazione. Sempre di bit si tratta, che usano diverse tecniche e frequenze di trasmissione nei diversi tratti.
I lotti di frequenze, per le diverse zone, saranno assegnati ai privati pare su base regionale. E anche qui si aprono molti problemi, che il governo dovr? risolvere sentendo gli interessati che non sono solo le aziende ma specialmente i cittadini. L?etere infatti ? un bene pubblico e le trasmissioni a banda larga ormai vanno considerate un servizio altrettanto pubblico, da garantire e con certi standard di qualit?. Non sono un optional, ma un bisogno crescente dei cittadini e dell?economia. Si possono immaginare due tendenze, quella concentrata e quella decentrata: pochi operatori partecipano e vincono le gare per l?assegnazione dei lotti, oppure questi vengono assegnati a una pluralit? di soggetti, magari anche molto locali. Quali sono state le reazioni delle industrie? La pi? entusiasta ? Fastweb, specialista in larga banda su fibra ottica e con aDSL, il cui amministratore delegato Stefano Parisi, applaude ma mette in guardia dalle troppe licenze. Il suo sogno, sembra di capire, ? di usare questa nuova opportunit? per diventare finalmente un antagonista a tutto campo di Telecom Italia (magari rafforzando i suoi legami, gi? abbastanza stretti, con Vodafone Italia). Per questo non gli piacciono le troppe licenze nazionali perch?, ha dichiarato, ?si corre il rischio di una eccessiva frammentazione del mercato, dove i player di piccole dimensioni sono destinati a soccombere?. Pi? che una preoccupazione sembra un auspicio: il suo modello ? quello di pochi provider nazionali, per esempio TI, la sua Fastweb e Tiscali. Eppure, una volta fissati gli standard di qualit? e di interconnessione, una strada anche molto decentrata ? del tutto possibile e non dovrebbe essere scartata a priori. In alcuni paesi e su bande di frequenza pi? elevate, si procede addirittura senza licenza.
Sia chiaro: la tecnologia WiMAX, senza fili e tutta digitale, non riguarda solo le connessioni all?internet a larga banda, ma pu? avere influenza anche sul futuro della voce. ? adattissima infatti per trasportare le parole e i suoni, insomma le classiche telefonate. Che per gli utenti sono quelle di sempre (io chiamo, tu rispondi e ci facciamo due chiacchiere) ma molto diverse quando le parole sono fatte di bit. Costano di meno (ed ? un problema per chi vende voce, ma una goduria per chi la emette) e possono viaggiare con la tecnica detta VoIP, Voce su Protocollo Internet. Questa ? la minaccia che turba i sonni delle telecom tradizionali e anche degli operatori mobili. L?americana Vonage e l?europea Skype sono gli alfieri di questa tendenza; regalano o quasi telefonate intercontinentali usando un computer e il relativo collegamento internet. O addirittura sono utilizzabili dai telefoni cellulari, che invece di infilarsi nelle reti di 3, Tim, Wind o Vodafone, vanno in rete e parlano da l? a tariffe internet, cio? insignificanti.
Se si dovesse azzardare una previsione ragionevole, questa dice che in tutto il mondo, e anche in Italia, WiMAX, non far? altro che accelerare questa tendenza e che le grandi telecom, fisse, mobili o convergenti, passeranno anche loro da l?, infine rassegnandosi a un mondo, tutto internet, con una pluralit? di reti a disposizione degli utenti, sia da fermi, che in movimento. E s?, perch? una versione ormai collaudata di WiMAX, quella indicata con la letterina ?e? (802.16e), permette anche di restare collegati in movimento, persino in auto a cento all?ora, o sui treni a duecento. Magari scopriremo che finalmente si potr? telefonare sul Pendolino anche tra Orte e Roma, cosa oggi tuttora impossibile, grazie al fatto che gli operatori danno per scontata la rassegnazione degli utenti alla linea che cade, come ai tempi del POT, il plain old telephone di una volta.

Franco Carlini link
firstbyte
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#165
Re: Ai tempi del WiMAX 3 Anni, 7 Mesi fa Karma: 0
siamo in italia e siamo affidati alle istituzioni italiane e ognuno vorr? speculare sull'introduzione di questa nuova tecnologia, com'? stato in passato con le licenze umts o come lo ? tuttora con la banda larga in generale... se copriranno prima le grandi citt? a che cosa servir? visto che hanno tutto? se lo stato non interverr? ad evitare lo scempio che si vive oggi con gli allacci adsl (mi riferisco a questo) per le piccole comunit? un p? fuori mano non cambier? nulla visto che sono pronto a scommettere che altre societ? non verranno fatte entrare e si rester? nell'oligopolio di telecom italia & soci anche per quanto riguarda il wi-max (anche se spero vivamente che ci? non accada)
elessar
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"... Il cristallo era, per i Silmaril, null'altro che ciò che il corpo è per i figli di Ilùvatar: la dimora del suo fuoco interiore, che è in esso e insieme in ogni parte di esso, e che ne costituisce la vita."
 
#175
Re: Ai tempi del WiMAX 3 Anni, 7 Mesi fa Karma: 0
A questo punto devo spezzare una lancia a favore di telecom italia. Ormai ? un' azienda privata s.p.a. non pi? in mani dello Stato, quindi non ? obbligata a fare nulla, a meno che non ne tragga dei guadagni rilevanti. E' chiaro che tiri l' acqua al suo mulino, noi faremmo lo stesso, " PERO' " visto che lo stato sta vendendo delle frequenze pubbliche, cio? di tutti, anche nostre, potrebbe imporre a chi le acquista dei piani di copertura territoriali, speriamo che venga fatto almeno questo!
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#186
Re: Ai tempi del WiMAX 3 Anni, 7 Mesi fa Karma: 0
telecom sar? anche un'azienda privata, ma mi sembra quantomeno assurdo che sia proprio lei "societ? per azioni" a possedere le linee telefoniche installate con i soldi dello stato e sfruttarle a proprio vantaggio (tutti gli altri provider pagano una quota alla suddetta spa x l'affitto delle linee).
fatevi 2 conti sul rapporto costi/servizi-offerti, quanto ci costa di tasse (occhio non parlo di consumo, parlo di costi fissi) a carpineto il telefono in confronto non dico a roma, ma a segni e a colleferro? eppure le nostre realt? non sono cos? distanti e a me pare che i costi siano uguali sia per noi che per loro, ma a quanto pare i servizi offerti a noi sono ben poca cosa se paragonati a quelli offerti a colleferro o a segni. se poi mi faccio il conto costi/banda-disponibile mi viene proprio da piangere...
elessar
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#208
Re: Ai tempi del WiMAX 3 Anni, 6 Mesi fa Karma: 0
Bh?, tieni conto che quando hanno privatizzato Telecom Italia, lo Stato non ? che l' abbia regalata, ma l' ha venduta agli azionisti che hanno pagato per averla....ed oggi loro sono i proprietari. Poi si pu? discutere sul fatto che la vendita sia stato un errore ma ad oggi ci sono dei proprietari che l' hanno regolarmente acquistata.
semprevisa1
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Semprevisa1
 
#209
Re: Ai tempi del WiMAX 3 Anni, 6 Mesi fa Karma: 0
fatevi 2 conti sul rapporto costi/servizi-offerti, quanto ci costa di tasse (occhio non parlo di consumo, parlo di costi fissi) a carpineto il telefono in confronto non dico a roma, ma a segni e a colleferro? eppure le nostre realt? non sono cos? distanti e a me pare che i costi siano uguali sia per noi che per loro, ma a quanto pare i servizi offerti a noi sono ben poca cosa se paragonati a quelli offerti a colleferro o a segni. se poi mi faccio il conto costi/banda-disponibile mi viene proprio da piangere...

Questo ? vero: sono perfettamente daccordo con te!
semprevisa1
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Semprevisa1
 
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